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Raccolta Se non puoi

Esecrano
Esecrano le parole al pensiero,
silente al mondo, in pena e dolore,
guidano il corpo al disgusto per la vita
che non vive senza la volontà di ridere.

Esecrano in groviglio interiore,
farfugliano oscure un lamento,
snocciolano a memoria preghiere,
a fatica stentano il ricordo del desiderio.

Esecrano spoglie d’odio e dimesse,
misere di rancore ed improperi,
immemori di ragioni e spiegazioni:
Esecrano!

Al disimparato perché esecrano!

E mentre loro proliferano di follia il pensiero,
la mano menziona la vitalità scarabocchiando.

Esecrate, esercrate, continuate pure!

Corpo ricurvo, piegato al tavolo,
mano alla penna e l’altra alla fronte,
a cuore estinto ed anima cacciata,
con la coscienza vigile e consapevole,
in attenta analisi dell’inspiegabile:
io ascolto, comprendo e prendo nota
di questa morte seme e germoglio
della prossima, eterna, benigna vita.


(Marilina Frasci)
Pubblicata il 30 ottobre 2005 13:51:15


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