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Raccolta Cesenatico

Parlami




Se gli occhi posano
di pace per le vie delle ginestre,
sui sentieri dei papaveri,
tra i cespugli delle lavande,

se il cuore trastulla
di sogni all’ombra
di felci e di castagni,

se la mente naufraga
lieta nel vasto
impero della natura

io,

che non sono gli occhi,
che non sono il cuore,
che non sono la mente,
ma il tutto d’ogni inutile cosa,

ti chiedo, ti bramo,
ti esigo, ti reclamo.

Pronunciami!

Non sento più
l’amabile voce,
né quei sussurri avvolti in singulti
di disperazioni e speranze,
di progetti e sogni.
Non patisco più quel clamore
di amarezza asfissiante e insonne
che mi ha sorretto le ossa
per troppo tempo,
né il vuoto assordante
dell’estraneità al mondo
che mi ha diseredato
di realtà e di tempi.
Mi è assente il significato
dei pensieri che navigo
e non vedo alcun motivo
nelle azioni che eseguo,
ho perduto il valore
che arricchiva ogni palpito,

… ti prego anima mia …
Parlami!

Ed ora, ogni emozione tua, mi manca!
Parlami,
e se troppe volte
ti ho supplicato di tacere,
… Graziami!

Sento la vita ambita
scorrere fiera ad ogni respiro
e la morte giungere
indifferente ad ogni sospiro,
in questo riposo,
incanutendo di biancore il capo,
ingrassando di rughe il corpo,
non prego che d’averti
dentro me ancora,
di nuovo, … per sempre.






(Marilina Frasci)
Pubblicata il 5 giugno 2009 16:01:37


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