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Raccolta Senza quadrature

Tu

Tu, che giudichi il tutto,
quando ti si adombra agli occhi,
come la notte dell’universo
che ha fine nella vita
di una perenne morte,
che ascolti il non detto
più d’ogni detto, che
chiedi verità e mai ne dai,
che giochi di costrutti tra le identità
marchiate a fuoco dalla vita brutta,
che scruti...
col mio permesso, e obblighi,
a garanzie di perfezione
prima di aprirti il cuore
per farne uscire amore.

Tu, che mi vuoi come te,
e come te non sono,
che mi scarti, stretta,
accartocciata tra le mani,
come il foglio brutto
degli appunti che getterai
domani, che agli occhi
hai detto di cercare,
e al cuore di condannare,
ogni luce cresciuta nella verità,
che impaurisci di tenebra
e senza di lei temi l’ora…

Tu... avrai di me ogni cosa.

Avrai quel che sono,
quel che non sono.
Avrai il tempo
che sono stata, che sarò.
Avrai il mio testamento
-da erede- per esibirlo
al varco dell’eternità.



(Marilina Frasci)
Pubblicata il 21 settembre 2010 19:35:15


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