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Raccolta Orme lontane

Follia

Disgraziata follia che solerte e meticolosa
corri al tormento dei pensieri miei,
non t’accorgi che m’affanni il respiro,
che m’inumidisci lo sguardo,
vattene, vai via, allontanati da me.
Abbandona le insulse mie membra,
svuota dei colori tuoi,
le anguste stanze dell’insana mia ragione.
Perché t’ostini a trattenerti?
Lasciami e vai,
liberati dall’obbligo di rendermi viva,
scagionati dall’accusa d’esser la fonte della mia malattia,
fa che io possa con senno rimpiangerti,
con dolenza invocarti,
con l’ardore di te spegnermi ora.
Oh mia dolce e ingovernabile compagna,
lasciami e vai.
Impietosisciti dinanzi a questo inguaribile tormento,
arrenditi dinanzi alla sincerità di questa mia domanda.
Per una volta sola mostrati a me magnanima e rendi savio,
per l’attimo della morte, ciò che per l’intera vita facesti stolto.


(Marilina Frasci)
Pubblicata il 10 settembre 2003 23:35:01


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