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Raccolta Orme lontane

A Clara

Soavità risuona nell’eco infantile e antico di una parola: “Madre”. Folti riccioli d’oro e sogni accoglievi in carezze di saggezza e amore avvinghiandoli a lacci di seta e delicati odori, ornandoli di fiori e amorevoli parole.

Bontà risiede nell’onda languida e severa di un nome: “Clara”. Lunghe notti d’incubi e pianti schiarivi in abbracci di fate e giganti addormentandole a nenie di paese e remote ninna nanne,fregiandole di sogni e smisurate speranze.

Realtà nasconde la lacrima silenziosa e sorridente di un grido: “Mamma”. Infinite albe di lavoro e patimento guadavi in mari di rinunce e annientamento, sfamandole a pane di povertà e nutriente sentimento,arricchendole di umanità e generoso struggimento.

Amore emana la melodia discreta e irripetibile di un suono: “Madre”. Madre mia, mia saggia e tenera sorella, mia ospitale e accogliente amica, mia perenne strada di ricordo, mia gigante via di conforto.

Madre mia, mio inestinguibile cibo di sapienza,mio fiammeggiante e ardente cammino d’esistenza, mio splendente e limpido sole del mattino, mio verdeggiante e fiorito lembo di giardino.

Madre, madre mia, ora che le labbra mie hanno rubato alle tue la preziosità degli ori, ora che il cuore tuo ha replicato nel mio l’immensità degli amori, io posso udire
e proferire la divinità d’un dire:“Madre, madre mia, ti amo!”.






(Marilina Frasci)
Pubblicata il 13 settembre 2003 21:02:19


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