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Raccolta Il canto del pellegrino

Giuda


Giuda, qual moneta a compenso
di tradimento reclami?
Per te non v’è soldo,
si vigoroso e arcano,
quale l’odio dell’amore.

Di tal intimo e nobile sentire,
per te non fu dispensa il corpo mio,
poiché, in codesto core,
odio si fa chiamare amore,
giacché, in odierna anima,
amore mutar si fa in perdono.

Il Giuda di cui parlo è il core mio,
ed esso, all'istante è traditore.

Non è devoto a sua sovrana.
Lui vuol fuggir dall'attual dimora,
per riposare in altro corpo,
poi in diverso e altrui pensiero
darsi foco.

Ahimè, non si diverte affatto,
a crear discapito
al guardo di chi ascolta.

Non dà rispetto,
per la sol ragione,
che predato l'ha
d'una superba illusione.

Lui è dolente,
insoddisfatto,
lui ha compreso il fatal misfatto,
non può andare,
non vuol restare,
è la mia anima che fa dannare.

Vi chiedo venia,
se v'ha oltraggiato,
se il suo morir v'ha disturbato.

Lo tengo stretto e lo trascino
all'obbligo d'un più retto cammino.

Raccolgo l'onta
che v'ha donato
e in fretta lo appenderò
all'albero da lui bramato.





(Marilina Frasci)
Pubblicata il 18 settembre 2003 15:38:04


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