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Raccolta Il canto del pellegrino

Sognante donna


Sognante donna
che mille uomini
soffochi nello yin
stritolandolo
nel magico e irresoluto evento
dell’adattarti a loro.

Strano avvenimento
il tuo dubbioso massificarti
all'altro.

Fu, questo tuo agire,
perplesso componimento teatrale
di un sentimento chiamato amore?

Qual, l’essere deteriorato,
che in lui non si trattiene?

Violenza
perpetra al cuor tuo la voce
che proclama la morte
del divin sentire,
ma tu, forzuta, testarda,
impavida,
ad ogni fune
che s’aggomitola all’animo,
rispondi sempre
con libertà e orgoglio:
“No... egli è vivo!”.

Sognante donna,
che in dondolante lacrimare,
sussurri recitando
la nenia della liberazione,
che sgrani fra le dita
il doloroso rosario del donare,
che purifichi
in prolungate astinenze
il misero avere del carnale,
che muti
in oro nuovo del cielo
la vogliosa,
fasulla moneta del sensuale,
tu
l’odio in amore puoi trasfigurare
e sentimento inedito creare quando,
il niente, divorando
il restante pane del campare,
all’uomo tuo fa coniugare
il verbo rassegnare.

E sovverte
questo tuo munifico potere,
e sconvolge
questo tuo incomprensibile proliferare,
quanto più nuda
pudicamente mostri,
più egli
svergognatamente copre,
quanto più sovrabbondi
d’amore,
più egli s’ammanta di odio,
quanto più sani malattie,
più egli si copre di piaghe,
quanto più declami fiabe,
più egli ascolta la realtà,
quanto più cerchi l’uomo,
più egli diviene bambino,
quanto più risorgi a vita,
più egli sprofonda in morte.

Magica,
trasognante donna,
quanto desiderio di somigliarti,
quanto piacere di assimilarti,
quanto ambire di possederti
dimora in un uomo?

Meravigliosa creatura,
tu sei l’unico mare
che mai alcun uomo
riuscirà per intero
a navigare.

Mio amato uomo
… buon viaggio!





(Marilina Frasci)
Pubblicata il 18 settembre 2003 16:27:26


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