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Raccolta Drudylla

La natura

Quanta amara e velenosa tristezza
alberga in quest’ora di tenebra e silenzio!
Fuori tace il mondo e dentro ogni uomo
lentamente muore la vita.

Osceno e insopportabile m’appare
il rigoglioso vivere della natura,
ingiustamente longeva ed eterna.
Intona sinfonici fruscii
cantandomi la pochezza di cui son fatta,
mentre nascosta tra i cespugli sghignazza,
ride e con la terra spettegola di me.

Se fermo il respiro per un attimo
in quest’assenza d’esistenza
mi pare di sentirle chiaramente.

L’una dice all’altra: “ Povero essere,
quanto s’illude e come s’impettisce,
non s’avvede della realtà!”.
E l’altra dice all’una: “ Piccola cara,
quanto s’affligge e come s’intestardisce
non capisce che siamo il cranio e la chioma di Dio
e lei solo un nostro parassita!”.

Mi irrita ascoltarle, ora basta!
Non voglio più sentirle,
ritorno a respirare!
Mi sento offesa, ferita nell’orgoglio,
vorrei correre fuori a stanarle
e fissandole a gran voce urlare
che si sbagliano, che sono loro a farneticare…
ma, mentre cammino, mi sorprendo a respirare
e concludo che senza loro non lo potrei fare,
allora mi vien voglia di correre a ringraziarle
e abbracciandole supplicarle di amarmi
mentre di me continuano a sghignazzare.

(Marilina Frasci)
Pubblicata il 9 luglio 2004 21:17:42


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