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Raccolta Drudylla

Transfert

Ho riconosciuto,
al tavolo dell’estraneità,
la tazzina sporca di caffè,
sopra, ancora disegnate,
le macchie del pianto
della mia solitudine
che ora è tua.

Non conosco
le tue mani annodate
alla schiavitù d’un libro.

Non scorgo
il colore dei tuoi occhi
consumati nella conoscenza
del mondo che t’insegna
emarginazione.

Non posso scrivere il tuo nome,
anonimo,
come questa mia meditazione.

Io ti ignoro,
come il mondo
che accanto ti passa
senza saluto.

Io vivo perdendoti,
eppure,
in quest’attimo,
in questo transfert,
io sono te!

(Marilina Frasci)
Pubblicata il 3 agosto 2004 20:32:11


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