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Raccolta Le mie stanze

Immaginazione e realtà



Fatico più dell’immaginato a percorrere la via della lontananza, ho consolazione soltanto dalle parole che restano presenti all’udito, come sentirle ora in ripetuta amplificazione: Torna presto… tornerò appena me lo chiederai. Non farmi arrabbiare… Non lo farò mai più. Mi ridico in silenzio: è l’ultima volta che ti lascio. Mi sono chiusa in quella minuscola scatola rossa, ho lasciato gli occhi al suo fiocco in un riposo d’attesa al cerchio dorato che mi dirai di volere e che io ti porterò… quando tu lo vorrai. Non si spiegano le emozioni, neanche a se stessi, sono difficili da partecipare, eppure tu mi senti, in ogni pensiero, che sia desiderio o timore, che sia gioia o dolore… tu comprendi ciò che sono a me, quando io stessa lo ignoro. Non ci proverò a spiegarlo ad alcuno, è inutile aggrovigliarsi nelle parole e, chi mi ama, non ha bisogno che parli, al guardarmi il volto comprende, basta che mi posi il pensiero nello sguardo e sa che tu mi sei dentro come un sogno amante, come un desiderio costante. I paesaggi si susseguono veloci, corrono verso le montagne, care di famiglia, eppure le immagini sembrano lente al confronto del pensiero. Mi distraggo allo studio degli uomini e della natura e non sono mie le osservazioni, le considerazioni, non vengono da me le piccole conoscenze della vita che mi circonda e spinge. Tutto è straordinario anche quando ristretto e costipato da quel termine di normalità. Ma io mi calo in occhi e pose altrui e v’immagino storie e trame d’emozioni romanzesche. Mi piace, ed è il solo modo che ho per non soffrire, per non piangere. Mi sento strana, non mi sembra di lasciarti, sento invece, come se ti corressi incontro. E’ la follia dell’amore, la forza che non spiega il come, ma concede all’uomo di vivere realtà capovolte. Passeranno, questi giorni a corpi staccati ed anime unite, voleranno via veloci tra le tante cose da fare, poi, il tempo che verrà ci vedrà abbracciati come bambini, incantati come angeli, innamorati e amanti come la luna ed il suo sole. Il presente si mischia al ricordo, mi rappresentano una danza dove braccia e gambe dai mille colori si intrecciano formando quadri di realtà irreali, come l’avvolgersi e il fondersi del tempo che è stato con quello che è, lanciato nell’immenso palcoscenico del tempo che sarà. L’immaginazione e la realtà in una sola scena: io e te, mano nella mano, occhi negli occhi, cuore nel cuore, rigati di lacrima, tagliati in volto dal sorriso al futuro.


(Marilina Frasci)
Pubblicata il 7 maggio 2011 9:17:08


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