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Raccolta Le mie stanze

Laylà




Una voce: Laylà ora respiri come una pianta dell’eden, hai radici, fusto, rami e foglie… Laylà ora vivi come gli uomini!

Laylà: Chi sei? Chi sono? Una pianta? L’eden? Radici, fusto, rami e foglie? Viva? Gli uomini… chi sono gli uomini?

Una voce: Troppe domande Laylà! La vita che ti ho dato servirà tutta perché tu possa risponderti!

Laylà: Ma tu? Dove andrai mentre io vivrò? Ti sentirò ancora?

Una voce: Io sono dove ogni cosa è… mi sentirai ogni volta che mi cercherai vivendo la vita che farai!

Laylà: Se ti parlerò della vita che mi hai dato udrai il mio racconto?

Una voce: Ogni cosa, ogni pensiero, ogni emozione della tua vita mi apparterrà, perché sei viva dentro la mia vita.

Laylà: Puoi dirmi cosa devo fare per vivere?

Una voce: No! La vita non si insegna: “Si impara!”

Laylà: Non conosco nulla di quanto dici, eppure sento, dentro a quel che di me hai fatto, un’altra voce che parla di un essere che mi sarà amico durante tutta questa tua vita nella mia: e la chiama solitudine. Dimmi almeno una cosa prima d’andar via: “Perché questo compagno che mi hai dato dentro mi sta stringendo il cuore e fa scivolare un liquido dagli occhi? Mi bagna il volto e sa di sale sulla bocca.

Una voce: Il compagno che ti ho dato sono io… e sto piangendo nel tuo cuore la solitudine che vivrò. Quando lo sentirai: accoglilo, chiamalo amore, perché ti ho fatta per amore e, per amore, non ti abbandonerò.


© Marilina Frasci
13/04/2013 17.05.27




(Marilina Frasci)
Pubblicata il 1 maggio 2013 20:31:20


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